un reale confronto con il metodo konmari

Ordinata per passione (e il mio reale confronto con il metodo konmari)

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Pensavo che il mio reale confronto con il metodo konmari fosse iniziato questa estate, quando ho letto i libri di Marie Kondo: il magico potere del riordino e 96 lezioni di felicità.
Ma ero all’estero e la mia selezione di oggetti e vestiti l’avevo già fatta, quindi l’avevo letto più spinta dalla curiosità del metodo di cui tanto sentivo parlare che per altro. E non pensavo di avere molto da imparare oltre quello di cui avevo già parlato.

Poi sono dovuta rimanere a Roma per alcuni mesi e con la mia famiglia abbiamo iniziato a spacchettare alcuni dei cartoni che avevamo fatto. Il risultato è stato a dir poco disastroso e ho pensato fosse arrivato il momento di una cernita, una vera cernita.
Perché sai, ero solita buttare via le cose per poi pentirmene e andarle a riprendere prima che finissero davvero nella spazzatura.
Allora ho riletto i libri.

Il principio é: se non ti porta gioia, sbarazzatene.
Lo adori? Tienilo.
Lo odi? Buttalo (o vendilo o donalo).
Ripeti il processo per ogni oggetto finché non hai finito e il gioco è fatto.
Aggiungici alcuni metodi per organizzare gli spazi e hai padroneggiato il metodo KonMari.

Ma la mia esperienza parla per me… ho dovuto trovare il giusto equilibrio con il mio lato frugale!
Ho perso il conto di quante cose ho gettato e considerando che era una seconda cernita erano davvero tante! Libri, oggetti da cucina, vestiti, scarpe… ma quante cose inutili ho comprato nel corso di sei anni di matrimonio?
In un primo momento ero così euforica che pensavo di aver risolto tutti i miei problemi di organizzazione, ma poi ci ho ragionato ed ecco, per me, che cosa ha funzionato e cosa no.

Cosa ha funzionato alla grande

1. Guardaroba: adesso i miei cassetti sono impressionanti! Marie Kondo raccomanda e insegna una tecnica di piegatura che permette di vedere tutte le magliette appena aperto il cassetto, e mi sono accorta di come le mie magliette adesso occupano solo un cassetto del comò e non più quattro!
Devo ammetterlo, all’inizio ero un po’ scettica di piegare tutto in quel modo ma devo dire che è una soddisfazione aprire l’armadio adesso!

2. Libri: Questa è stata una delle categorie più difficili. Ma ne avevo disperato bisogno. In casa avevamo sei librerie e i libri erano in doppia fila. Dopo le librerie abbiamo iniziato a impilare i libri sulla scrivania, e poi sul comodino. E poi sono stati tutti inscatolati senza troppa attenzione. Invece adesso so di aver scelto solo i miei (nostri) libri preferiti. Quelli che rileggo sempre con piacere. Gli altri tutti al mercatino dei libri! E per i prossimi… si compreranno solo delle belle edizioni, per tutto il resto vado avanti ad ebook.
Un grazie va al mio kindle per avermi accompagnata nel mio viaggio e avermi fatto scoprire il fantastico mondo della lettura senza peso!

Cosa non ha funzionato

1. Tutti devono partecipare: il più grande svantaggio di fare le cose con questo metodo è che si potrebbe avere qualcuno in casa che ha zero voglia di partecipare. Quindi il lavoro sarà fatto bene per metà.

2. Pigrizia: l’altro aspetto negativo è che si diventa un po’ più pigri nel mettere via le cose. Ci vuole costanza e metodo ma sono certa che fra poco saprò cavarmela!

Il metodo KonMari non è esattamente un metodo minimalista perché non c’è limite a quello che puoi tenere! Ma arrivi alla fine che non vuoi più così tanta roba. Dovresti provarlo,

fidati 😉

xoxo
Arianna

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